La Bioenergetica è una psicoterapia a carattere psicocorporeo,, messa a punto negli anni ‘50 dai due medici e psicoterapeuti americani A.Lowen e J. Pierrakos, a partire dalle ricerche di W.Reich, a sua volta allievo   di Freud.

E’ un intervento integrato, in quanto agisce tanto sul piano psichico e cognitivo, attraverso l’approccio analitico, quanto su quello somatico, tramite l’utilizzo di specifici interventi corporei. Parte infatti dal presupposto che mente e corpo formino un’unità.

Nella propria storia evolutiva, il bambino, per far fronte alle risposte inadeguate e insoddisfacenti dell’ambiente all’appagamento dei propri bisogni, sviluppa una serie di difese : a livello di personalità,   con un insieme di atteggiamenti e caratteristiche psichiche che vanno a costituire il suo specifico carattere; sul piano somatico con altrettante difese speculari che prendono la forma di tensioni muscolari.

L’io, che ha funzione di mediazione tra gli impulsi interni e le richieste dell’ambiente circostante,  esercita un controllo sulla muscolatura volontaria preposta all’espressione di quelle emozioni che vengono ripetutamente frenate dall’esterno, creando a lungo andare una contrattura cronica che trattiene l’emozione inibita, la quale diventa inconscia.

Se al bambino viene insegnato che non si deve piangere, per esempio, egli imparerà a frenare continuamente questi impulsi, costituendo così un’armatura muscolare nelle zone della gola e del diaframma.

La struttura caratteriale è perciò l’insieme di una tipologia psichica o di personalità e di un’armatura somatica, che ha la funzione di trattenere l’energia, per difendere la persona dalla frustrazione e dal dolore.

La funzione delle difese psicosomatiche è adattiva e spesso consente la sopravvivenza emotiva   per sostenere le fasi di crescita, ma nella vita adulta diventa causa di squilibrio e malessere, poiché la persona impara a privilegiare solo alcuni aspetti del sé, a spese di importanti risorse vitali.

Si stabiliscono così diverse forme di disturbi e sintomatologie, che spesso sono causa di un vivere disarmonico nei confronti di se stessi, delle relazioni e degli eventi significativi della realtà.

Nell’Analisi Bioenergetica è possibile effettuare interventi che partono sia dal corpo, che dalla psiche.  Si può cioè utilizzare tanto il canale verbale che parte dalla mente o da un’emozione conscia per poi coinvolgere il corpo, quanto il canale che partendo dalla respirazione, dal movimento e dall’espressione corporea, favorisce l’emergere di emozioni inconsce che saranno poi rielaborate sul piano cognitivo, permettendo il raggiungimento di una crescente consapevolezza.

Lobiettivo del processo terapeutico è comunque quello di integrare sempre più l’io con il corpo, rispettando e ammorbidendo la struttura caratteriale, per rafforzare piuttosto le risorse vitali a disposizione della persona e ristabilire una circolazione più equilibrata dei suoi diversi aspetti psichici e somatici.

La psicoterapia bioenergetica può fermarsi alla risoluzione del sintomo, se questo è l’obiettivo che si pone di raggiungere la persona.

Lavorando con i processi corporei del respiro e dell’espressione delle emozioni, può tuttavia accedere a livelli molto profondi , mettendo in contatto il paziente con i bisogni che sono stati negati e dimenticati     e con le proprie ferite emozionali antiche.

L’intervento terapeutico segue passo passo lo stato corporeo, emotivo , cognitivo e spirituale della singola persona, cercando nel rispetto dei tempi-ritmi e delle fasi personali, movimenti espressivi atti a sbloccare l’energia trattenuta e aiutando l’autoaffermazione, il riconoscimento e l’espressione delle proprie verità,   la fiducia nel proprio corpo e nella relazione, il contatto con il proprio nucleo più autentico .

IL GROUNDING

Nella sua ricerca A. Lowen mise a punto una serie di esercizi, il cui scopo è quello di far acquisire alla persona una maggiore coscienza della sua realtà psicocorporea, di migliorare il suo rapporto di radicamento con la terra e la sua possibilità di autosostegno.

Si tratta degli esercizi di “grounding”, che significa, appunto, “radicamento”. Quando una persona è ben radicata, ha un appoggio sicuro sul terreno e la sua energia scorre liberamente.

Contemporaneamente appoggia su ciò che veramente è e che veramente sente e non su un’immagine o su un’illusione.

Da un punto di vista energetico lavorare sul grounding significa spostare il peso verso terra, caricando  le gambe e i piedi e permettendo alle altre parti del corpo, spesso erroneamente utilizzate per sostenerci, di sciogliersi e rilassarsi gradualmente. E’ comune infatti, senza averne la consapevolezza, “reggere” il corpo con una forte tensione negli occhi, nelle spalle o nella zona lombare.

Spesso questo passaggio di peso è connesso a forti emozioni, alla paura di cadere e di lasciarsi andare o alla sensazione di non farcela.

Soltanto sperimentando le antiche emozioni che impediscono un buon rapporto di fiducia nelle proprie gambe e nell’appoggio al terreno, è possibile attivare una crescita forte, a partire dal sé autentico della persona , quindi dalle sue vere radici.

Dal punto di vista psichico il lavoro sul grounding comporta il venire meno dell’ immagine ideale e quindi delle illusioni che l’io ha costruito a proposito di se stesso.

Per questo il miglioramento del grounding si acquisisce nel tempo e richiede una graduale elaborazione dei vissuti messi in gioco.

Man mano che le emozioni rimosse vengono percepite ed espresse attraverso l’indicazione da parte del terapeuta di movimenti appropriati, e i blocchi energetici vengono sciolti, il grounding della persona si rafforza, permettendogli di essere maggiormente connessa a se stessa, alla realtà, alle relazioni e di conquistare la capacità di stare sulle proprie gambe.

Le sensazioni del corpo diventano più presenti e vive ed è possibile percepire piacevoli vibrazioni involontarie, che attraversano il corpo come un’onda.

I MOVIMENTI ESPRESSIVI

Nella Bioenergetica molto spazio viene dato alla possibilità di esprimere in diretta, in un contesto protetto , i propri contenuti emotivi.

Questo processo , graduale e rispettoso dei tempi di maturazione del paziente, viene aiutato attraverso l’uso della voce e attraverso specifici movimenti.

La voce , prima di diventare il mezzo con cui comunichiamo le nostre parole, è lo strumento più potente   di espressione delle nostre emozioni: il pianto, il grido, la richiesta, la pretesa sono espressi da suoni primordiali, prima di venire, in un’epoca più adulta, organizzati e canalizzati in concetti articolati.

La voce è lo strumento che per primo viene inibito e tenuto sottocontrollo quando viene insegnato ai bambini che non si piange, che non si grida e che non ci si arrabbia. Questo provoca una tensione cronica e profonda al livello del diaframma e della gola. Molte persone non riescono a respirare profondamente e ad emettere suoni liberi e spontanei.

Nello stesso modo i blocchi e le contrazioni muscolari possono essere presenti in diverse zone del corpo, a partire dagli occhi che rappresentano, insieme alle sensazioni della pelle, la forma di contatto più antico che un bambino conosce rispetto alle relazioni primarie.

Nelle diverse fasi di crescita possono strutturarsi tensioni croniche nelle mascelle, nelle spalle e nelle braccia, nella vita, nel bacino, nelle gambe e nei piedi. La gamma delle possibilità espressive può essere perciò limitata a molti livelli: nell’affermazione di sé e della propria autonomia , nel riconoscimento e nella richiesta dei propri bisogni, nella definizione del proprio spazio personale, nella spinta aggressiva, nelle sensazioni connesse alla sessualità.

Gli esercizi messi a punto da Lowen mirano a sbloccare in profondità le contratture muscolari , a far emergere l’emozione inconscia e ad aiutare il paziente a riappropriarsi della propria naturalezza di espressione, laddove essa è stata compromessa, danneggiando il suo sistema di benessere ed equilibrio .

Nella terapia questo processo va di pari passo con l’elaborazione della “storia” personale e dei significati che la persona attribuisce ad ogni singolo passaggio in relazione alla propria vita passata e presente.

IL CONTATTO CORPOREO

In una psicoterapia bioenergetica può accadere che il terapeuta aiuti il processo in atto attraverso  il contatto corporeo.

Questo può avvenire sotto forma di massaggio profondo effettuato su muscoli particolarmente tesi,  per aiutare l’ammorbidimento dell’ armatura caratteriale e l’emergere di vissuti emozionali antichi.

Oppure può essere una lieve presenza e rappresentare un modo che consente al paziente di divenire maggiormente percettivo nei confronti di alcune parti di sé dimenticate e lontane.

Può anche assumere il significato di sostegno e vicinanza in alcune fasi del percorso terapeutico.

In ogni caso è necessario tenere presente che la pelle è il primo organo di comunicazione con il mondo, il territorio di frontiera tra il sé e il non sé, portatore della propria immagine corporea e del proprio senso d’identità.

Per questa ragione il lavoro con il contatto corporeo permette di accedere a livelli molto profondi e di ristrutturare parti del sé altrimenti irraggiungibili.

Per la stessa ragione l’integrità, la consapevolezza e il rispetto del paziente da parte dello psicoterapeuta diventano doppiamente fondamentali affinché si sviluppi una relazione terapeutica sana basata su chiarezza e fiducia.

Come per gli altri canali corporei attraverso cui si sviluppa il processo terapeutico, anche per ciò che riguarda il contatto corporeo ogni vissuto sarà elaborato e messo in relazione con la storia della persona, portando alla luce le parti rimaste in ombra.

Attraverso il contatto corporeo basato sulla fiducia, la relazione terapeutica può divenire il luogo per sciogliere e ristrutturare ad un livello molto profondo le parti irrisolte e confusive che riguardano sia il senso del sé che il modo di percepire e di vivere l’essere in relazione.

A CHI SI RIVOLGE

La Bioenergetica è indicata per chi sente l’esigenza di riconnettere la vita del corpo con quella della mente.

Rispetto ad altri approcci, l’Analisi Bioenergetica ha il vantaggio di raggiungere zone altrimenti inaccessibili, grazie all’impiego del canale non verbale: sappiamo che le parole possono mentire, anche i gesti e le espressioni possono mentire o dire il contrario di quello che in realtà sta avvenendo, ma il corpo con la sua postura e la sua struttura non mente.

Attraverso la lettura del corpo, il terapeuta può comprendere più velocemente cosa sta accadendo  e orientare il lavoro verso quella direzione. Molte trappole o manipolazioni inconsce possono essere più rapidamente svelate e disciolte.

Per questa ragione è un approccio efficace per quasi ogni tipo di problematica e per ogni fascia di età.

Essendo un approccio corporeo, è tuttavia importante che la persona che inizia a praticarla non presenti specifici disturbi o patologie fisiche, o quantomeno è necessario che il terapeuta ne sia informato, in modo da poter valutare il caso specifico.

In patologie particolarmente gravi, come del resto avverrebbe in relazione a qualsiasi psicoterapia,  lo psicoterapeuta bioenergetico dovrà forse sconsigliare questo tipo di approccio o in ogni caso ritenere che il lavoro debba svolgersi con altri specialisti o in altri contesti.

In generale, comunque, ciò che fa la differenza è il modo in cui il terapeuta procede nell’impiego  di tecniche e strumenti: al centro del suo lavoro c’è infatti l’energia e il bagaglio di esigenze e di caratteristiche proprie di quella persona. Per un certo tipo di sintomi e disagi saranno prescelti alcuni interventi invece di altri, così come sarà diverso applicare il metodo ad un adolescente, ad un adulto o ad un anziano.

Del resto nessun intervento potrà essere come un altro, proprio perché ogni persona è unica.