La Drammaterapia Integrata ha come principale obiettivo la possibilità di focalizzare, esprimere e rappresentare parti di se stessi, per ripristinare una circolazione più fluida di aspetti della personalità  e /o del gruppo e della comunità.

Essa si basa sull'integrazione tra specifici modelli psicoterapeutici e linguaggi arte terapeutici e artistici. Coniuga l'approccio psicocorporeo dell'Analisi Bioenergetica di Alexander Lowen e dei suoi sviluppi più attuali, basati sulle ultime ricerche nell'ambito delle neuroscienze, dell' intersoggettività e della psicologia dello sviluppo e la Teoria psicologica del Sé dialogico di Hermans e Dimaggio, con l'utilizzo dei linguaggi delle Arti Terapie, di tecniche immaginative, di narrazione e di improvvisazione creativa   e con alcuni strumenti della Comunicazione Ecologica del Prof. Jerome Liss, psichiatra e psicoterapeuta americano.                      

L'assunto di partenza della Drammaterapia Integrata    è  la creazione di uno “spazio mediatore”, che è zona di confine tra l'interno e l’esterno, garantito da un setting definito di volta in volta dalla finalità dell'intervento, all'interno del quale è possibile prima di tutto percepirsi e divenire maggiormente consapevoli di se stessi, delle proprie memorie emozionali, dei propri blocchi energetici e della propria struttura caratteriale, delle proprie caratteristiche relazionali e della complessità   e molteplicità del proprio sé, con i suoi dialoghi interni.   In tale spazio diventa in primo luogo possibile esprimersi e sperimentare, utilizzando diversi canali sensoriali, creare le proprie rappresentazioni e drammatizzare le molte storie possibili,   avvalendosi   di volta in volta dei diversi linguaggi analogici, che verranno privilegiati in base ai bisogni e alle caratteristiche delle persone e dei gruppi coinvolti nel processo.

Perché ciò si realizzi, la Drammaterapia Integrata  si avvale della coesistenza e dell’integrazione di tutti i linguaggi espressivi, verbali e non verbali, che concorrono alla strutturazione della rappresentazione drammatica, quali l’arte plastico-pittorica, la musica, la danza, il teatro, approfondendo l’esplorazione dei canali cinestesico, sensoriale e visivo, fino ad includere i linguaggi multimediali, quali l’uso della foto e del video. Tutti questi strumenti concorrono a creare sia dal punto di vista simbolico che concreto, lo spazio del “come se”, proprio del teatro, secondo una modalità che può dare forma alle molteplici possibilità, presenti tanto all'interno di ogni singola persona, che in ogni configurazione di gruppo.                               

Si intende dunque favorire la rappresentazione creativa e trasformativa di parti di sé, attraverso il rispecchiamento, lo scambio di ruoli, il gioco della proiezione e della riappropriazione, attraverso un processo che mira a promuovere l'integrazione all'interno della persona, l'accrescimento delle sue competenze relazionali e del sentimento di essere parte di un gruppo.